E’ la comunicazione che crea la notizia o è la notizia che genera la comunicazione?
Non è una domanda alla “Marzullo” ma un dubbio che mi viene osservando ciò che mi circonda. In questo momento di totale smarrimento e confusione si è alla spasmodica ricerca di notizie che possano tranquillizzarci, calmare le paure, soddisfare le nostre curiosità, colmare le incertezze, appoggiare le proprie idee o smentirle, dare semplicemente un senso a ciò che accade. Le notizie sono tante, troppe, spesso contraddittorie e veicolate da una comunicazione ancor più frenetica e confusa.
Ma,”ça va sans dire“, la confusione confonde, nasconde errori, permette comportamenti poco lineari o a volte scorretti, impedisce una visione chiara che identifichi responsabilità e competenze. Il nostro è un mondo superdigitalizzato, e la comunicazione ha un ruolo fondamentale perché sceglie le notizie, le combina e le propone. Anche gli chef ci insegnano che gli stessi ingredienti possono dare piatti diversi se cucinati in modi diversi e allora: le stesse notizie possono dare notizie diverse se comunicate in modi diversi?
io sono convinta di sì. o forse sbaglio?
L’informazione purtroppo è in via di estinzione se non in piccole nicchie ben nascoste e trascurabili perché il popolo bue ha un potere troppo grande e va “indirizzato”.

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