Onestà Intellettuale

La sagra (o saga?) eterna dei cretini – Renato Pilutti

Vorrei essere così tanto in buona fede da credere all’onestà intellettuale di Conte ma se lo facessi verrei meno alla mia.

Ho ascoltato più volte alcuni passaggi del discorso di “Giusseppi” del 10 aprile e ogni volta ho trovato sfumature sempre più irritanti. Mi sono presa la briga (e non di certo il gusto) di leggere il decreto del 10 aprile 2020. L’avete fatto? No? Vi consiglio di farlo perché potreste scoprire di essere autorizzati a lavorare e non lo sapete!!!

Da profana, guardando il decreto mi domando: ma nell’era digitale in cui ci troviamo, dobbiamo ancora interfacciarci con un lay out così desueto? …ma passiamo oltre anche perché la fonte ufficiale di conoscenza delle norme in vigore in Italia è la Gazzetta Ufficiale.

Parlando del documento originale, prima di entrare nel merito bisogna superare ben 4 pagine di rimando a decreti, leggi, ordinanze, dichiarazioni, delibere e verbali vari. Già, perché la modernità, la sintesi e la chiarezza non fanno parte di documenti che titolano con “Il Presidente del Consiglio dei Ministri” , a cominciare dal font!

E finalmente gli allegati con gli elenchi: temevo di aver sbagliato a interpretare le tabelle perché i proclami mi avevano erroneamente prospettato l’apertura di pochissime attività e invece, sorpresa… pure il commercio al dettaglio di piccoli animali domestici è consentito!

Non mi addentro nelle contraddizioni dell’apertura di un’attività rispetto alla chiusura di un’altra perché ciascuno può notarne a piacimento ma mi chiedo: perché non hanno spiegato la logica utilizzata per il copia-incolla degli esercizi e attività con apertura consentita? Perché una logica deve esserci… o no?!

Ma lo vuol capire? Lei è un cretino! Si specchi, si convinca!

Totò Le Mokò, 1949

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