Cose Reali e Cose Supposte

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La “contesca supercazzola” del 10 aprile ha annunciato la creazione di una task force di esperti con grandiosi obiettivi in merito non solo alla programmazione della fase 2 di ripartenza dopo lo stop del coronavirus ma anche una ottimizzazione complessiva dei processi e degli stili di vita di noi italiani. Traguardi talmente ambiziosi che 2 vite di lavoro incessante non basterebbero. Ma illudiamoci, tanto siamo abituati e poi tra un pò sarà tutto dimenticato, così come il fatto che Renzi e la Boschi avrebbero dovuto sparire dalla scena politica.

Il corriere della sera abbozza timidamente che soprannominare “Dream Team” questa task force è forse esagerato: ebbene, a me sembra addirittura riduttivo. Già il numero è un programma: la scaramanzia non è certo una scienza ma nel dubbio, vogliamo fare 16 o 18 membri al posto di 17? così, tanto per non correre rischi…

Ed eccoli, tutti molto preparati, tutti con curricula di prim’ordine, tutte eccellenze. Eppure avrei voluto in elenco meno accademici e più persone legate alla vita reale perché

La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?

Totò, Peppino e la dolce vita, 1961

Io un’idea ce l’avrei, e anche in questo caso gli italiani sono più che abituati… la teoria è una cosa, la pratica è altro, e se aggiungiamo che molti di questi personaggi sono addirittura lontani da suolo italico, beh, gli interrogativi aumentano.

Per fortuna una notizia apparentemente positiva c’è, perché Dagospia scrive che nessuno avrà compensi ma solo rimborsi spese. Sui termini siamo tutti felici, sulla sostanza non saprei. Perché le trasferte costano e non solo quelle: se uno sconosciuto Mimmo Parisi, prof del Mississippi messo da Luigi di Maio alla presidenza di Anpal come guru del reddito di cittadinanza e padre dei navigator, prima di dimettersi e volare oltre oceano ci ha lasciato spesucce per 166 mila euro, tra i quali 71mila euro per i suoi viaggi andata e ritorno da Roma al Mississippi, i conti sono presto fatti.

Ma la domanda che più mi sta a cuore è la seguente: qualcuno sa dirmi in quanto tempo il “dream team” dovrà completare il compito che gli è stato assegnato, o almeno, in quali e quanti step? Già, perché sempre citando il grande Totò “il tempo stringe e con il restringimento sono dolori “(La banda degli onesti, 1956)!

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