Ogni limite ha una pazienza.

Totò a colori, 1952

Gabbie in plexiglass per le spiagge, nastri di lavoro 7 giorni su 7, turni scaglionati per evitare i picchi di traffico e chi più ne ha più ne metta, perché la fantasia oggi viene stimolata per complicare la vita e per renderla più difficile di quanto già non sia, non certo per trovare soluzioni di buon senso per alleggerire il mal di vivere.

Il sistema politico sta progressivamente ampliando lo spazio mediatico destinato a psicologi e psichiatri perchè non si può ignorare ancora per molto il potere egemone della mente. E’ però doveroso ammettere che i luminari della medicina, difensori della nostra salute, collezionano fallimenti come la Pellegrini medaglie alle Olimpiadi, e allora si gira la ruota, sperando che la sorte, con gli psicologi, abbia pietà di noi. Credo fortemente che la psiche, nell’uomo, abbia un ruolo preminente rispetto al corpo, e che il motto “mens sana in corpore sano” dovrebbe essere addirittura invertito ma parimenti sono convinta che la mobilitazione in materia sarà minima. Guarire una persona dal covid e lasciarne morire 10 per depressione non è certo una vittoria però non fa statistica. E di certo non sono richieste doti ultraterrene o di prescienza per sapere che le psicosi, i malesseri, le sindromi o i complessi, uniti a disagi di varia natura e tipo, e più o meno gravi, abitano e abiteranno le nostre case e le nostre vite e che, come per tutto il resto, spetterà a ciascuno trovare il modo di uscirne.

E’ in questo panorama che lo slogan “andrà tutto bene” risuona sempre più inadeguato così come l’ # iorestoacasa ha smarrito strada (non) facendo il suo buon senso. Siamo ostaggi dei nostri sequestratori, siamo circondati da “poveretti” vittime della sindrome di Stoccolma che inneggiano al governo, siamo schiacciati da presunti onniscienti che fanno del terrorismo gratuito senza soluzione di continuità. E ancora ci impediscono di lavorare, di far vivere le nostre attività, ci obbligano a farle morire lentamente e noi, con loro.

Mi piacerebbe che qualche illustrissimo studio di avvocati di grido confezionasse una difesa a prova di cassazione per difendere il nostro diritto al lavoro. Mi piacerebbe che chiunque volesse liberamente riprendere la propria attività trovasse in questo strumento la possibilità di ribellarsi ai dettami di uno stato ormai nemico e del tutto sconsiderato.

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