Chi ci salva?

Ci sono momenti in cui implodere sembra l’unica via di uscita per far esplodere un sistema Italia che ha buchi in ogni dove e fa acqua da tutte le parti.

Applaudire la Meloni e Salvini, condividere ogni singola parola di Porro, la cinica onestà di Feltri, la linearità di imprenditori come Briatore o Marzotto, le considerazioni intelligenti di Capezzone: sono loro che tentano di mostrare a noi miserabili una via di uscita, un’analisi razionale di ciò che accade ma alla fine sono solo parole. Siamo sempre più informati e impotenti: ma qual è il senso se restiamo marionette nelle mani dei burattinai ? Che ci piaccia o no, siamo l’immutabile “popolo bue” che ha bisogno di indicazioni, di istruzioni per agire, e che se cade nelle mani sbagliate, la sua natura arrendevole, docile e ubbidiente ne decreta la rovina e la caduta libera in un burrone senza fine. Esagerata o disfattista? Forse solo pragmatica e disincantata, visto che sono riusciti a imprigionarci per 2 mesi senza possibilità di replica e di scelta anche adesso che un’idea ce la siamo fatta e che vorremmo, prudentemente, riprendere una vita. Non quella di prima, per carità, certo che no, ma un’esistenza nuova, viva e libera anche se limitata forse per un pò.

E dopo l’era dei politici, dei virologi e delle task force, dopo l’era degli psicologi, degli economisti e dei filosofi, degli accademici e dei tecnici onniscienti, se saremo fortunati arriverà l’era degli imprenditori “con gli attributi”, illuminati e di buon senso. Penso all’industriale di Ivrea e al suo equilibrio tra profitto, democrazia e giustizia sociale, penso a tutti coloro che hanno reso le loro aziende delle eccellenze non dimenticando il benessere dei propri dipendenti. Dovranno essere condottieri molto preparati, capaci di “gestire le leggi” costituzionali e no per scalzare chi oggi indegnamente detiene il potere. Dovranno prenderci per mano, traghettarci fuori da questa melma nauseabonda con la destrezza di chi sa cosa fare, con l’audacia di chi non conosce la paura che paralizza i pavidi, con la diligenza del buon padre di famiglia che non dimentica nessuno dei suoi figli, per riguadagnare la libertà che hanno tolto a tutti e la dignità che hanno rubato a molti e rilanciare con orgoglio il made in Italy e ciò che ci ha fatto grandi nel mondo.

Perché, in fondo, e neanche tanto, l’Italia non è altro che un’ azienda da risanare con grandi potenzialità.

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 3.0 Italia.

Lascia un commento