
“Stanziamo, abbiamo stanziato, stanzieremo…” stanziare è diventata la parola d’ordine che dovrebbe acchetare gli animi e infondere fiducia. I miliardi, questi sconosciuti, si trovano “stanziati” ( o è meglio dire “spiaggiati”?) anche se non si sa dove e non si sa per quando. E come per diretta emulazione di quel dì in cui vennero moltiplicati pani e pesci, il nostro Governo fa mostra di miliardi, appunto stanziati, che come figure mitologiche rimangono nel limbo del nostro immaginario. E anche se l’autorevole Treccani identifica i verbi “stanziare ed erogare” come sinonimi, sappiamo che, almeno per l’Italia e il suo Presidente, così non è.
stanziare /stan’tsjare/ [der. di stanzia, var. ant. di stanza “dimora”] (io stànzio, ecc.). – ■ v. tr. (finanz.) [stabilire di versare una somma per uno scopo, con la prep. per del secondo arg.: s. centomila euro per la ricostruzione di una zona terremotata] ≈ allocare, assegnare, destinare, erogare. ■ stanziarsi v. rifl. [detto di masse e popoli, fissare la propria sede, spec. con le prep. in, su: s. in Italia, sulle Alpi] ≈ impiantarsi, insediarsi, installarsi, stabilirsi. ↔ allontanarsi (da), emigrare (da), trasferirsi (da).
Treccani
Quanto ai soldi erogati, infatti, entriamo nel campo delle barzellette, del ridicolo, dell’inadeguato e dell’insufficiente. E poi ci sono i soldi donati che non hanno nulla a che vedere con l’immaginario: sono soldi veri, i quattrini di cui si privano cittadini e aziende per realizzare ciò di cui dovrebbe farsi carico lo stato.
Stando ad un articolo molto interessante di Milena Gabanelli sull’autorevole Corriere della Sera si stima che al 21/4/20 le donazioni ammontano, per difetto, a circa 525 milioni di euro poiché sono escluse tutte le raccolte fondi locali. Numeri che inorgogliscono ma che fanno emergere una condotta oscura, inspiegabile e condannabile che è l’incapacità di spendere le risorse. Per esempio, la Protezione civile, e tutte le menti eccelse che la coordinano, a fronte di quasi 128 milioni ricevuti è riuscita a spenderne solo 34. Non è che sia prevenuta, ci mancherebbe, ma visto il peggioramento nella “coordinazione” mi domando se l’unico neurone di cui fosse dotato inizialmente Arcuri, si sia nel frattempo suicidato per solitudine e confinamento in una testa vuota. In effetti, fissare il prezzo delle mascherine in modo arbitrario per poi risarcire i rivenditori dilapidando risorse importanti (vedi alla voce soldi “sprecati”) vuol dire, in generale, essere “fuori come un poggiolo” come direbbero a Savona e, nello specifico, essere irrimediabilmente ignoranti in materia economica con buona pace del supervisore Conte che lo supporta.
Non mi resta che sorridere al capitolo “rendiconto e trasparenza” dello stesso articolo del Corriere perchè secondo la citata autrice, esiste un punto fermo, un garante della trasparenza e rendicontazione ovvero “l’art. 99 del DL 18 marzo 2020 numero 18, il cosiddetto «Cura Italia», prevede che al termine dello stato di emergenza nazionale la rendicontazione sia pubblicata da ciascuna pubblica amministrazione sul proprio sito internet. ”
Possiamo quindi stare tranquilli che nessuno dei milioni di euro donati in buona fede finirà in rivoli più o meno copiosi con “destination unknown”.

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