
Arriva un momento in cui arrendersi all’evidenza non è solo cosa “buona e giusta”, ma l’unica soluzione per non precipitare irreversibilmente nel baratro. Il governo Italiano è da quel dì che non funziona, o forse non ha mai funzionato. Ma si sa, quando le vacche sono grasse c’è da mangiare per tutti. Adesso che sono morte o scappate e quelle rimaste, da magre sono all’osso, tutto si complica.
Indubbiamente il governo è popolato da soggetti ignoranti e inadeguati tuttavia ci si ostina ad organizzare “corsi di formazione” illudendosi che il passaggio repentino di ospiti titolati possano infondere la conoscenza in menti vuote ed offuscate dalla smania di potere. L’ordine mentale, le capacità decisionali, la “vision” per dirla all’inglese, non sono cose che si imparano, sono propensioni innate che con l’esperienza migliorano, ma di certo non originano dal nulla. Questo è il senso che dò ad una decade trascorsa a villa Doria Pamphilj: l’ennesimo e inutile tentativo di dare perle ai porci.
Qualcosa è fin troppo chiaro a tutti: ci sono tante responsabilità, direi troppe, e con effetti nefasti evidenti. Ciò che sfugge sono le identità dei responsabili. Migliaia di immobili dell’inps non gestiti, che cadono a pezzi, che non si usano ovvero non si vendono eppure se ne affittano altri … VOGLIO LE FOTO SEGNALETICHE degli incapaci ovvero dei manager deputati, che prendono fior di quattrini per fare ciò che non fanno. Decine e migliaia di capi e dirigenti che dovrebbero gestire decine e migliaia di sottoposti per far funzionare l’Italia. E invece la qualifica rimane sulla carta e il fankazzismo negli uffici.
Uno dei temi più assurdi e indifendibili di questi tempi riguarda lo smart working nel pubblico impiego. Forse qualcuno avrebbe dovuto informare il governo che non tutti possono fare l’home working, visto che di questo si tratta. E invece, per non saper né leggere né scrivere li lasciano a casa tutti, così nessuno si lamenta, qualcuno lavora il doppio, qualcuno non lavora affatto e tutti vengono pagati allo stesso modo. Va da sé che un lavoro front office a casa propria non lo si possa fare ma forse sono concetti troppo normali per essere compresi da chi la normalità l’ha persa quando ha abbandonato l’utilitaria blu metallizzato per la berlina blu d’ordinanza.
In Italia nella migliore delle ipotesi “la politica è dominata da 2 tipi di persone: quelli che capiscono ciò che non dirigono e quelli che dirigono ciò che non capiscono”. Di contro la Germania, che ha sicuramente le sue colpe, ha almeno una persona giusta al posto giusto: soprattutto cura i propri interessi, che è quello che mi aspetterei anche dall’Italia, se solo fosse in grado di farlo. Probabilmente anche alla Merkel servirebbe più di qualche mese per ribaltare lo stivale come un calzino, analizzare la situazione, prendere visione dei conti e dei numeri e definire linee guida per mandare a casa gli impietosi Arcuri con le mascherine, Conte e Casalino con le gite fuori porta a villa Pamphilj, virologi incollati alle sedie di talk show televisivi e quaquaraqua alla Tridico.
Rigore e concretezza tedeschi rispetto ai miliardi di parole inutili che ciascuno dotato di un microfono si sente in diritto di emettere.
Merkel, quando vuoi, sei la benvenuta.

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