
“Il desiderio è frutto di una conoscenza imperfetta” e più conosco il genere umano, meno lo desidero. Mi scopro intollerante di fronte a scelte che ci stanno portando alla rovina senza possibilità di replica. Come insetti caduti nella tela del ragno verremo divorati nonostante estenuanti tentativi di sopravvivere. Storia già scritta e già vista di tante aziende in fallimento, che hanno fatto la fortuna del bel paese e che, ironia della sorte, hanno anche lautamente foraggiato i propri carnefici.
Ma la cosa più “rara”, direbbero i “cugini” spagnoli, è la caccia spasmodica di un virus che ha deciso di uscire di scena, rendersi invisibile, togliere il disturbo e restare annoverato tra tutte quelle malattie tra le quali il Cielo può scegliere quando il nostro tempo mortale è giunto al termine. Sarebbe saggio tornare alla normalità, ridurre progressivamente la conta dei contagi che ha del ridicolo, l’enumerazione di dati a tratti allarmanti diventati patetici, considerando che con i numeri e la sapienza di chi è solito maneggiarli, puoi ottenere qualsiasi risultato. E invece non si danno pace, devono trovare tutti i “covid plus”, asintomatici o no poco importa, caccia al virus, wanted! Forse gli ospedali sono a corto di malati e malattie e serve ricorrere al prospecting per trovare “clienti” a quella categoria di nuovi eroi del ventunesimo secolo. Risposte certe non ce ne sono, domande fin troppe, per una situazione che ha più vicoli ciechi che controsensi. E poi ti confronti con quella parte di genere umano catechizzato e riprogrammato per condividere la paura, l’ottusità di chi ci vuole burattini senza anima né volontà. Inutile cercare di spiegare a chi non vuol capire e che con arroganza insulta e ridicolizza. Ci possono essere tante verità e altrettanti punti di vista ma la natura umana è una sola che senza libertà si riduce alla carcassa di un palloncino che senz’aria, non può volare.
E’ così banale pensare che tutto sia orchestrato per spostare le elezioni, per scaricare la responsabilità di non aver saputo ottimizzare questi mesi organizzando un mondo ed un sistema migliore, partendo dalla scuola, passando per la semplificazione e arrivando al rilancio dell’economia per un miglioramento sociale. Sono obiettivi così ambiziosi che nessuno si sarebbe aspettato di raggiungerli in poco tempo ma non averne posto nemmeno le basi e al contrario aver peggiorato la situazione con uno sperpero di denari senza precedenti, è più che deludente, direi addirittura esecrabile.
Ma gli italiani sono buoni, spesso troppo, e qualcuno si è convinto che per risorgere dalle ceneri basti recitare un mantra tanto sdrucito quanto inflazionato sull’orgoglio di essere italiani e sulle risorse miracolose di questo popolo operoso e creativo pronto a reinventarsi…nonostante tutto e tutti.

Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 3.0 Italia.
