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Ci sono momenti nella mia vita che sembrano essere appartenuti ad un’altra persona.

Sono come dei puntini segnati sulla mia linea del tempo: reali perché vissuti, ma surreali nel ricordo.

Eppure  ti può capitare di incontrare qualcuno che a distanza di decenni ti riporti ad uno di quei puntini.

Era  un  ragazzo che oggi definirei  “fuori dal comune”.

L’avevo visto in un pomeriggio di fine dicembre in una profumeria, per caso. E l’avevo rivisto quella stessa sera ad una festa.

Lo avevo colpito perché ero diversa dalle ragazze che frequentava: ero semplice, non avevo strategie.

Aveva parlato per ore, l’avevo ascoltato per ore, incurante del mio coprifuoco.

Mi aveva affascinato il suo stile a metà strada tra il bello e il dannato, l’intellettuale e il dandy.

La prima volta che lo vidi indossava un cappottino in pelle che non avrei più dimenticato. 

Ho fatto parte della sua vita e lui della mia per non più di  pochi attimi se paragonati al mio (quasi) mezzo secolo di vita eppure è una delle persone che mi ricorderò per sempre.

Avrei voluto saperlo felice e realizzato in qualche parte del mondo ma in fondo ho sempre saputo che si sarebbe “perso”: Intelligente, colto, educato e generoso ma soprattutto ostaggio delle sue fragilità.

Non so cosa avrebbe potuto salvarlo da se stesso.

Gli auguro con tutto il cuore di trovare un angolo di pace in cui fermarsi e assaporare il suo “champagnino” preferito.

I’m a soldier of freedom in the army of man
We are the chosen, we’re the partisan, alright
The cause it is noble and the cause it is just
We are ready to pay with our lives if we must

Ride Across The River- Dire Straits

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