A tutti questi intelligentoni che parlano di semplificazione, digitalizzazione, sburocratizzazione… mi verrebbe da chiedere, come Verdone….” in che senso??”.

Grandi progetti, rivoluzioni epocali, investimenti mai visti (appunto) con potenze di fuoco che rischiano l’autocombustione…Logorroici che raccontano un copione demagogico trito e ritrito. Se avessimo le persone giuste al posto giusto, con cervelli semplicemente funzionanti, competenze mirate e uno spiccato senso pratico, tante cose le avremmo già risolte da tempo e non con rivoluzioni clamorose o investimenti impossibili.
Un esempio pratico è quello del pagamento tramite l’F24:
Il modello (F24) è definito “unificato” perché permette al contribuente di effettuare con un’unica operazione il pagamento delle somme dovute, compensando il versamento con eventuali crediti.
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La partenza, sulla carta, è indubbiamente promettente con un modello unificato, e un pagamento unico…poi però quando si passa alla pratica tutto si complica.
Per ironia della sorte mi sono trovata a dover pagare un F24 ordinario, un F24 predeterminato, un F24 semplificato e un F24 elementi identificativi… e non dimentichiamo… l’F24 accise. Questi sono i modi, tutt’altro che unificati, con cui lo Stato mi chiede di pagare. Nessuno aprirebbe mai un’attività in cui il pagamento degli acquisti dipende dagli articoli che si acquistano. Sarebbe un delirio per il cliente e per il fornitore. E in effetti il delirio c’è stato anche per me con l’F24 e le sue declinazioni perchè nessun istituto di credito annovera nel suo home banking tutti questi modelli. Così ho chiamato il commercialista, che mi ha dirottato al funzionario dell’istituto di credito, che a sua volta mi ha indicato il numero verde … e finalmente venne il suo operatore che mi spiegò come pagare tutto con un F24 ordinario e si mangiò il problema che alla fiera dei tributi lo stato creò!
Non esiste una semplificazione con la S maiuscola. E’ un processo fatto di tante piccole semplificazioni in mille ambiti e infiniti rivoli perchè nella nostra quotidianità in cui i problemi si creano alla velocità di un click, chiunque ne abbia il potere e l’opportunità, ha l’obbligo e il dovere di rendere tutto più lineare e, appunto, più semplice.
Stop.












