(1)6 Personaggi in Cerca d’Autore

Cambio moglie - Wikipedia

I “nostri” personaggi l’autore l’hanno trovato, e noi, pubblico di spettatori paganti, aspettiamo con stanca rassegnazione che il dramma abbia inizio. La nostra libertà è nelle loro mani, almeno per il momento, e le premesse sono un programma, visto che dopo pochi giorni il “dream team” si pone la stessa domanda chiave che ci poniamo tutti: “Ma allora noi cosa ci stiamo a fare?” Titola il corriere della sera firmato Galluzzo e Salvia. Ma il direttore capocomico non si arrende e rivendica per lui e la sua compagine un ruolo di primo piano nella gestione del paese perché non si muove foglia che Colao non voglia. Sulla loro vita privata si sa poco o nulla: non sarebbe un problema per noi comuni mortali ma visto che i giudici con quella di Berlusconi ci hanno campato per decenni, perchè non avere anche da loro qualche accenno? Anche i profili social sono snobbati, forse perché molti membri della task force svolgono contemporaneamente un numero di incarichi da supereroi. Di certo il loro mantra non è uguale a quello del patron di Moncler che da anni ripete “fare poche cose, ma bene” e, aggiungo, citando Benjamin Franklin, “ben fatto è meglio di ben detto”.

Ma il tempo non si adatta ai ritmi della politica centrale, e scorre inesorabile, così le regioni cercano di arrangiarsi come possono, attivandosi in collaborazione con pool di esperti che hanno abilità e capacità da vendere. Non sempre bisogna complicarsi la vita e inventare quello che non c’è, a volte è sufficiente rimanere con i piedi per terra e indirizzare lo sguardo nel panorama delle eccellenze per trovarne svariate che caratterizzano la bella Italia. Università e istituti scientifici sono delle vere e proprie task force organizzate e specializzate ben felici di fornire supporto di valore così come dimostrato dalla regione Veneto.

Ma Conte e i suoi scudieri preferiscono procrastinare e crearne di nuove perché il fattore tempo gioca per loro un ruolo accessorio: chi decide non vive in 40 mq o in quartieri disagiati, non ha bisogno di ricevere l’elemosina dal governo per pagare le bollette, non rischia il posto di lavoro perché la sua azienda potrebbe non riaprire più. E allora ripenso a quel reality di anni fa in cui mogli sventurate venivano catapultate nella quotidianità di spose privilegiate a cui capitava una sorte inversa. Mi piacerebbe che Conte e la sua corte dei miracoli potessero vivere un’esperienza simile in realtà tanto disagiate quanto bisognose per capire in un attimo quello che probabilmente non capiranno in una vita.

Voi no?

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Fuori di Senno

Dotti, medici e sapienti al capezzale del Verona - Hellas1903

Tante storie, tante vite, tanti destini, tante umanità. Poi c’è qualcuno che decide per tutti in nome di un bene comune.

Ma esiste un bene comune? E chi e come lo decide? Il bene o valore limite è davvero la sopravvivenza?

Forse perché nella vita ho scelto ben poco e quando ho scelto ho anche sbagliato, forse perché sono uscita di senno… ma credo sia ora di togliere la maschera (non la mascherina)del politicamente corretto e di uscire dal conformismo.

Ho condiviso appieno il lock down come soluzione al tracollo degli ospedali ma ora non condivido più nulla. Il diritto alla cura per chi ne faccia richiesta o ne abbia bisogno è l’unico limite che pongo. il resto è nullo.

La situazione negli ospedali si è normalizzata, la gente nasce, si ammala e muore e non solo di corona virus. La gente non deve morire da sola perché nessuno deve impedire la vicinanza tra chi si vuole bene se è una libera scelta. questo è tutto. oggi.

La situazione negli ospedali era al tracollo, la gente moriva da sola per l’impossibilità di gestire ulteriori possibili contagi a causa di chi sbagliò a gestire le situazioni e la pandemia. lock down obbligatorio. vero. ieri.

La verità è che nessuno sa tutto e tutti non sanno niente. E allora che ognuno possa decidere come vivere o come morire perché per molti una vita troppo limitata è come una morte continua. L’unica cosa da tutelare è il diritto alla scelta potenziando il diritto alla cura.

Governo, luminari, eccellenze di ogni longitudine e latitudine, date tutti i consigli che potete e volete ma poi ciascuno, fatto salvo il diritto alle terapie, deciderà qual è il suo bene, perché, per fortuna, nessuno su questa terra dovrebbe avere potere di vita o di morte su altri individui.

“Dotti, medici e sapienti” provate ad accordare la libertà di aprire bar e ristoranti e vedrete che non sarà così facile riempirli, vedrete che il popolo bue terrà alla sua incolumità molto più di voi, arrivisti e benpensanti giunti al potere senza particolari meriti o capacità ma guidati solo da logiche demagogiche e superate.

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L’Intrigo delle Mascherine

Taglia la punta di una matita e riesce a creare un'opera d'arte

La notizia che più mi ha indignato in questi giorni è la figura meschina del “clan Casalino” in merito all’accaparramento delle famigerate mascherine e di numerosi altri dispositivi di cura/protezione destinati al menzionato clan, mentre il politico di Volturara Appula ne sconsigliava l’utilizzo al popolo bue.

E più ci penso meno la rabbia si placa… perché è incontrovertibile la loro mala fede e perché alla luce di ciò che si sta vivendo e si è vissuto, in qualsiasi altro paese al mondo sarebbe bastato molto meno per mandare a casa Conte e tutta la sua corte dei miracoli. Ma la storia può e deve insegnare: si prenda esempio da quella francese, “L’intrigo delle mascherine vs l’intrigo della collana”. E’ ora di ribellarsi a un surrogato di “Maria Antonietta” viziato e dissennato, un reprobo che con alterigia, arroganza e supponenza spadroneggia come fosse un eletto.

Beep Beep!!! Negligenti, affabulatori e commedianti che siete al governo: unitevi e togliete il disturbo. Gli Italiani dabbene ringraziano anticipatamente.

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Cose Reali e Cose Supposte

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La “contesca supercazzola” del 10 aprile ha annunciato la creazione di una task force di esperti con grandiosi obiettivi in merito non solo alla programmazione della fase 2 di ripartenza dopo lo stop del coronavirus ma anche una ottimizzazione complessiva dei processi e degli stili di vita di noi italiani. Traguardi talmente ambiziosi che 2 vite di lavoro incessante non basterebbero. Ma illudiamoci, tanto siamo abituati e poi tra un pò sarà tutto dimenticato, così come il fatto che Renzi e la Boschi avrebbero dovuto sparire dalla scena politica.

Il corriere della sera abbozza timidamente che soprannominare “Dream Team” questa task force è forse esagerato: ebbene, a me sembra addirittura riduttivo. Già il numero è un programma: la scaramanzia non è certo una scienza ma nel dubbio, vogliamo fare 16 o 18 membri al posto di 17? così, tanto per non correre rischi…

Ed eccoli, tutti molto preparati, tutti con curricula di prim’ordine, tutte eccellenze. Eppure avrei voluto in elenco meno accademici e più persone legate alla vita reale perché

La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?

Totò, Peppino e la dolce vita, 1961

Io un’idea ce l’avrei, e anche in questo caso gli italiani sono più che abituati… la teoria è una cosa, la pratica è altro, e se aggiungiamo che molti di questi personaggi sono addirittura lontani da suolo italico, beh, gli interrogativi aumentano.

Per fortuna una notizia apparentemente positiva c’è, perché Dagospia scrive che nessuno avrà compensi ma solo rimborsi spese. Sui termini siamo tutti felici, sulla sostanza non saprei. Perché le trasferte costano e non solo quelle: se uno sconosciuto Mimmo Parisi, prof del Mississippi messo da Luigi di Maio alla presidenza di Anpal come guru del reddito di cittadinanza e padre dei navigator, prima di dimettersi e volare oltre oceano ci ha lasciato spesucce per 166 mila euro, tra i quali 71mila euro per i suoi viaggi andata e ritorno da Roma al Mississippi, i conti sono presto fatti.

Ma la domanda che più mi sta a cuore è la seguente: qualcuno sa dirmi in quanto tempo il “dream team” dovrà completare il compito che gli è stato assegnato, o almeno, in quali e quanti step? Già, perché sempre citando il grande Totò “il tempo stringe e con il restringimento sono dolori “(La banda degli onesti, 1956)!

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Onestà Intellettuale

La sagra (o saga?) eterna dei cretini – Renato Pilutti

Vorrei essere così tanto in buona fede da credere all’onestà intellettuale di Conte ma se lo facessi verrei meno alla mia.

Ho ascoltato più volte alcuni passaggi del discorso di “Giusseppi” del 10 aprile e ogni volta ho trovato sfumature sempre più irritanti. Mi sono presa la briga (e non di certo il gusto) di leggere il decreto del 10 aprile 2020. L’avete fatto? No? Vi consiglio di farlo perché potreste scoprire di essere autorizzati a lavorare e non lo sapete!!!

Da profana, guardando il decreto mi domando: ma nell’era digitale in cui ci troviamo, dobbiamo ancora interfacciarci con un lay out così desueto? …ma passiamo oltre anche perché la fonte ufficiale di conoscenza delle norme in vigore in Italia è la Gazzetta Ufficiale.

Parlando del documento originale, prima di entrare nel merito bisogna superare ben 4 pagine di rimando a decreti, leggi, ordinanze, dichiarazioni, delibere e verbali vari. Già, perché la modernità, la sintesi e la chiarezza non fanno parte di documenti che titolano con “Il Presidente del Consiglio dei Ministri” , a cominciare dal font!

E finalmente gli allegati con gli elenchi: temevo di aver sbagliato a interpretare le tabelle perché i proclami mi avevano erroneamente prospettato l’apertura di pochissime attività e invece, sorpresa… pure il commercio al dettaglio di piccoli animali domestici è consentito!

Non mi addentro nelle contraddizioni dell’apertura di un’attività rispetto alla chiusura di un’altra perché ciascuno può notarne a piacimento ma mi chiedo: perché non hanno spiegato la logica utilizzata per il copia-incolla degli esercizi e attività con apertura consentita? Perché una logica deve esserci… o no?!

Ma lo vuol capire? Lei è un cretino! Si specchi, si convinca!

Totò Le Mokò, 1949

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La Coerenza…

Esiste una persona al mondo che si possa definire davvero coerente?

Ritengo di essere una persona sufficientemente coerente per non vergognarsi la mattina guardandosi allo specchio. Sono cambiata tanto in questi anni, la vita e ciò che ho vissuto mi hanno cambiato, come tutti del resto, ma ho sempre cercato di seguire i principi che mi hanno insegnato da piccola, quei principi che col tempo ho messo in discussione, che ho giudicato faticosi ma giusti, e degni di essere rispettati e difesi.

La coerenza è una di queste linee guida ed è forse quella che ho rispettato con più impegno e scarso risultato. Si, perché la coerenza pura coinvolge tutto di te, mette tutto in relazione, non ammette scuse ma ammette cambiamenti, anzi, li pretende per non essere “sciocca”.

Si cresce, si cambia, ci si modifica per fortuna ma non bisogna dimenticare che il comportamento vale più di mille parole e lascia il segno. Non si può barare perché possiamo essere invisibili al mondo ma non a noi stessi. Ecco perché mi arrabbio (per usare un eufemismo) quando vedo soggetti inspiegabilmente legittimati a salire in cattedra per impartire ordini e regole che mostrano totale indifferenza di fronte a quelle stesse regole. Vorrei avere la possibilità di “prenderli per le orecchie” sottoporli al pubblico ludibrio e metterli di fronte alle responsabilità del loro ruolo senza sconti di sorta.

Ammetto, oggi, seppur nella mia imperfezione e limitatezza e con tutti i miei errori, di essere fiera della coerenza che sono riuscita a difendere e parimenti mi domando: ha ancora importanza per qualcuno o la memoria è diventata così corta che non fa più differenza?

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Follia o Bugia?

Le bugie hanno le gambe corte... sempre più corte!

Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli.

Isaac Asimov

In Italia i problemi già c’erano e non certo dovuti alla “conoscenza” di qualcuno ma semmai alla mancanza di conoscenza, e il noto Virus ha solo aggravato una situazione già compromessa. Il risultato è che dal 16 marzo la quasi totalità delle aziende è chiusa per limitare il rischio di contagio, la liquidità di aziende e privati è al minimo storico e le istituzioni brancolano nel buio più totale.

La cosa più assurda è che oggi, 9 aprile 2020, l’Ansa scrive a proposito del Governo che: “Nei prossimi giorni – si spiega – verrà istituito un gruppo di lavoro per prefigurare le condizioni per una riapertura progressiva.”

Ebbene, in una nazione sana, ben amministrata da professionisti, il Governo, dal giorno 1 in cui decide la chiusura DEVE istituire immediatamente “un gruppo di lavoro per prefigurare la riapertura”!!! Ma come è possibile una disorganizzazione così totale? Zero programmazione, Zero strategia, Zero lungimiranza: ma con quali capacità questi personaggetti si sono illusi di poter gestire una nazione? il tempo del monopoli è passato, bisogna svegliarsi dal torpore, realizzare che si tratta di vita vera e che qualsiasi inefficienza ha conseguenze reali e catastrofiche.

Sono impotente e sfiduciata di fronte a tanta incompetenza: i nostri “amministratori” inseguono le situazioni, reagiscono con ritardo, affrontano con superficialità e approssimazione qualsiasi evento. Una non-decisione è comunque una decisione e anche se dà l’illusione (solo l’illusione) di non generare responsabilità, spesso ha conseguenze ancora più catastrofiche.

Il governo vuole estendere il lock down fino al 3 maggio o addirittura il 16 maggio per paura che gli italiani scorrazzino liberamente durante i ponti del 25 aprile e del 1 maggio.

MA QUESTA E’ FOLLIA O BUGIA?

Considerando che nessuno si è ancora attivato per definire le linee guida della riapertura è evidente che il prolungamento serva solo a concedere ulteriore tempo ad una classe di lazzaroni che non ha ancora fatto i compiti. Perché sarebbe anche peggio se per l’incapacità di gestire 4 giorni di ponte, si continuasse a paralizzare una nazione per altri 24 giorni!

Sostengo che l’Italia vada riaperta gradualmente da subito con tutti i protocolli di sicurezza e le linee guida fondamentali per scongiurare peggioramenti nei contagi e salvaguardare la salute dei cittadini. Il popolo va responsabilizzato (con controlli e multe a tappeto senza inutili appelli all’inesistente buon senso personale) obbligando tutto e tutti alla chiusura totale e a stare in casa nei ponti del 25 aprile e 1 maggio. E’ in questo modo, secondo me, che trovando tutto chiuso (supermercati compresi) non ci sarebbe l’esodo nelle seconde case e se anche ci fosse, che differenza farebbe? Sarebbero comunque obbligati a rimanere in casa e per di più senza viveri.

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Libertà di Espressione

Libertà di espressione: vademecum per "scrittori" giudiziosi ...

Guai a chi tocca la libertà di espressione!

Sono io la prima a sostenerlo a gran voce perché qualsiasi concetto, se comunicato nei modi giusti, può offrirci un’occasione importante per crescere, imparare, guardare le cose da un punto di vista diverso.

Però

Le opinioni sono davvero tante, la maggior parte prive di qualsiasi logica e conoscenza di base e la necessità di selezione è fondamentale. Se mi trovo al bar con degli amici sono disposta ad ascoltare tutti, se mi trovo sul divano a vedere una trasmissione leggera di intrattenimento accetto ospiti di varia e dubbia natura ma se scelgo di seguire una trasmissione cosiddetta di informazione (ammesso che esista davvero) mi aspetto che gli ospiti non siano solo “opinionisti”, ma che siano Esperti, che vengano scelti con attenzione, che siano preparati, che abbiano qualche concetto intelligente da condividere, che si siano documentati, che si esprimano con proprietà di linguaggio e con educazione nei toni. La mia opinione è che se quest’ultima categoria dovesse esprimere anche i pensieri più impopolari, sarebbe un piacere analizzarli con più attenzione perché non avendo velleità demagogiche, sarebbero creativi, potrebbero aiutare a cambiare prospettiva. Ciò che non accetto in queste trasmissioni è il mix di Esperti e opinionisti. NON MI INTERESSA ascoltare l’opinione di “cani e porci”, non tutti coloro che si fregiano del titolo di giornalista hanno lo stesso spessore professionale e ciò è evidente a chi abbia almeno un minimo senso critico. Quindi smettiamola di intasare le trasmissioni di informazione con gente ed opinioni inutili, banali ed ignoranti e cerchiamo l’eccellenza almeno dove la si può scegliere.

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Comunicazione o Notizia?

Tutte le notizie | Dipartimento Coris - Sapienza

E’ la comunicazione che crea la notizia o è la notizia che genera la comunicazione?

Non è una domanda alla “Marzullo” ma un dubbio che mi viene osservando ciò che mi circonda. In questo momento di totale smarrimento e confusione si è alla spasmodica ricerca di notizie che possano tranquillizzarci, calmare le paure, soddisfare le nostre curiosità, colmare le incertezze, appoggiare le proprie idee o smentirle, dare semplicemente un senso a ciò che accade. Le notizie sono tante, troppe, spesso contraddittorie e veicolate da una comunicazione ancor più frenetica e confusa.

Ma,”ça va sans dire“, la confusione confonde, nasconde errori, permette comportamenti poco lineari o a volte scorretti, impedisce una visione chiara che identifichi responsabilità e competenze. Il nostro è un mondo superdigitalizzato, e la comunicazione ha un ruolo fondamentale perché sceglie le notizie, le combina e le propone. Anche gli chef ci insegnano che gli stessi ingredienti possono dare piatti diversi se cucinati in modi diversi e allora: le stesse notizie possono dare notizie diverse se comunicate in modi diversi?

io sono convinta di sì. o forse sbaglio?

L’informazione purtroppo è in via di estinzione se non in piccole nicchie ben nascoste e trascurabili perché il popolo bue ha un potere troppo grande e va “indirizzato”.

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Imparare e Disimparare

Disimparare è più difficile che imparare

“Giorno per giorno senza sapere Cosa mi aspetta Non è in mio potere (…)È un tempo infinito il presente …”

O.Vanoni-Imparare ad amarsi

Ma siamo davvero sicuri che dopo questa tragedia del Covid 19 noi saremo diversi? Che le nostre abitudini cambieranno? Che stiamo imparando qualcosa? …. o stiamo solo aspettando che passi?

E’ una situazione contraria, inversa, totalmente sottosopra: non si lavora, non si va a scuola, non si esce di casa, non si fa attività fisica, si cucina e addirittura si mangia incuranti delle diete, ci si riposa, si legge, si ha tempo, anche da perdere. Eppure fino a poche settimane fa il lavoro era prioritario, le uscite imprescindibili declinate in aperitivi, palestra, impegni ed appuntamenti di varia natura. Poco tempo per cucinare e ancora meno per mangiare. Sempre in debito di sonno, poco tempo per leggere e ancora meno per vivere i rapporti in famiglia. Poi un giorno tutto cambia, cambia per chi è stato chiamato ad isolarsi e per chi ha dovuto gettarsi nella mischia dando ancora più priorità al proprio lavoro. Chi è stanco di stare sul divano e chi è stremato dal non poterlo fare. Le “ingiustizie” della vita da sempre tradotte in proverbi che i nonni non hanno mai smesso di ricordare: “chi ha i denti non ha il pane, chi ha il pane non ha i denti.”

Ma la vita è lunga nella sua brevità e le abitudini scavano un solco sempre più profondo in ognuno di noi, giorno dopo giorno per anni, per una vita…. e tanto più sono piacevoli, quanto più si sedimentano.

Mi domando: quando tutto sarà passato, solo i virtuosi lo saranno ancora di più o potremo anche contare su un considerevole aumento di redenti non più impenitenti nella cerchia?

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