il sud: da vittima a carnefice

Abbiamo scelto il momento sbagliato, purtroppo, per dimostrare un insolito campanilismo, un inaspettato patriottismo turistico.

Si, perché se c’è un motivo, forse l’unico, che ci vede dipendenti e indissolubilmente legati all’Europa, quello è il turismo. Dopo un mea culpa d’ordinanza perchè chi è causa del suo mal pianga se stesso, queste levate di scudi a difendere il bel paese con fare stizzito verso il resto del mondo che ci esclude, non solo è patetico ma anche e soprattutto stupido.

Il resto del mondo non ci vuole? chissenefrega, ce ne stiamo in Italia con le nostre bellezze. Peccato che chiudersi a riccio e fare la pernacchia agli stranieri di certo non giova e anzi danneggia non poco. A parte il nostro governo con quell’ideona del bonus vacanze, nessuno potrebbe mai credere in coscienza che gli italiani potrebbero salvare le attività turistiche del bel paese. E se è ininfluente il fatto che gli italiani consumino le vacanze in casa propria, non lo è altrettanto la mancanza di stranieri in Italia.

Ma c’è un fatto ancora più grave che non riguarda altri se non casa nostra e che si riflette poi oltre confine su chi oggi ci emargina giudicandoci untori. La malattia, si sa, fa emergere senza filtri la vera natura delle persone e nella maggioranza dei casi le evidenze sono deludenti e a tratti inaspettate. I meridionali che gridavano razzisti ai confratelli, si scoprono oggi militanti tra le file dei razzisti con latitudini opposte. Chi soffriva un certo senso di invidia rispetto al nord, trova oggi modo e motivo per prendersi una rivincita, per godere della fortuita superiorità dovuta ad un inspiegabile disinteresse del virus rispetto al territorio e popolo meridionali. E così si assiste ad un accanimento nei confronti del popolo del nord caratterizzato dall’ingratitudine che grida vendetta, immemore di anni e decenni di aiuti a fondo perso, di casse del mezzogiorno senza fondo, di sostegni e integrazioni, di assistenze sanitarie, economiche e sociali. “State a casa vostra” con i vostri laghi e le vostre montagne: noi stiamo bene anche da soli. questa è l’Italia, con una divisione atavica insanabile perchè l’invidia è una brutta bestia e non basta una pandemia per annullarla. Questa è l’Italia ignorante e sconsiderata che non pensa alle conseguenze che parole del genere potrebbero avere in persone con dignità, onore e credibilità. Ma noi siamo italiani, con la memoria di un pesce rosso, la coerenza di un camaleonte e la rettitudine di un gambero. E quindi? in men che non si dica, tutti avranno dimenticato tutto tornando a fare ciò che converrà fare.

Ma per favore, smettiamola di salire in cattedra a fare le morali perchè tutti siamo vittime e tutti carnefici, in un gioco di ruoli che si alternano svelando a seconda della situazione una cattiveria e un egoismo senza ritegno.

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